Informatica

INFORMATICA, PENSIERO COMPUTAZIONALE E CODING NELLA DIDATTICA.

Il MIUR ha promosso l’introduzione strumentale del CODING a scuola con il PNSD (Piano Nazionale Scuola digitale), in particolare nel primo ciclo di istruzione, tramite un progetto che mira a fornire alle scuole semplici strumenti, divertenti e facilmente accessibili, per formare gli studenti ai concetti base dell’informatica.

  • L’informatica - nella società contemporanea la presenza del computer diventa parte integrante della vita, quindi aver famigliarità con i concetti base dell’informatica diventa un elemento fondamentale nel processo di formazione deli alunni.
  • Il Pensiero Computazionale si affronterà sia in contesto interattivo, con l’utilizzo del computer e internet, sia in contesto “senza rete”- Unplugged
  • Percorso Base – L’ora del codice, (hour of Code) è parte del progetto “Programma al Futuro”- il progetto è basato sul code.org
  • Percorso Avanzato – si sviluppa temi sul pensiero computazionale attraverso una serie di lezioni da svolgere durante l’anno

A questo fine ha realizzato un sito web molto ricco di contenuti  http://www.programmailfututo.it , progetto elaborato dal CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) .

Nella nostra Scuola da alcuni anni si pratica il Coding, un’attività per lo sviluppo del Pensiero Computazionale, cioè la capacità di risolvere problemi. Il coding nella didattica è uno strumento che aiuta la comprensione e l’acquisizione dei contenuti, attraverso la pratica, il cooperative learning. Attraverso l’esperienza gli alunni acquisiscono procedure per risolvere i problemi pianificando una strategia, “Imparare a Pensare” è fondamentale per “Imparare ad Apprendere”: Programmando- impareranno- apprendendo.

  • Il coding  è un’attività interdisciplinare.
  • Il coding nella didattica è un’attività trasversale, perché trasversale è la competenza che consente di sviluppare.
  • L’adozione del coding come attività per esemplificare concetti e descrivere procedure per risolvere problemi e trovare soluzioni, in un’ottica interdisciplinare, mescolando insieme, creatività e fantasia con logica e matematica.
  • Il coding si applica sia alle materie scientifiche sia a quelle letterarie ed è una strategia che permette di catturare l’attenzione degli alunni che, giocando, imparano a risolvere un problema, più o meno complesso in base alla fascia di età.

Nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (D.M. n. 254 del 13/11/2012) sono previste attività legate al pensiero computazionale:

(…) “Quando possibile, gli alunni potranno essere introdotti ad alcuni linguaggi di programmazione particolarmente semplici e versatili che si prestano a sviluppare il gusto per l’ideazione e la realizzazione di progetti (siti web interattivi, esercizi, giochi, programmi di utilità) e per la comprensione del rapporto che c’è tra codice sorgente e risultato visibile.”

Nelle Indicazioni nazionali e nuovi scenari, il 22/02/2018, a più di cinque anni dalla emanazione delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, è stato presentato il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, documento a cura del Comitato Scientifico Nazionale (CSN), istituito con DM 254/12 per l’attuazione delle Indicazioni nazionali e il “miglioramento continuo dell’insegnamento”.

Tale documento, al punto 5.4, individua il pensiero computazionale come uno degli strumenti culturali per la cittadinanza:

“Lingua e matematica, apparentate, sono alla base del pensiero computazionale, altro aspetto di apprendimento che le recenti normative, la legge 107/2015 e il decreto legislativo n. 62/2017 chiedono di sviluppare. Attività legate al pensiero computazionale sono previste nei Traguardi delle Indicazioni in particolare nell’ambito della Tecnologia, tuttavia se ne possono prevedere in ogni ambito del sapere.

Per pensiero computazionale si intende un processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi e strumenti specifici pianificando una strategia.

È un processo logico creativo che, più o meno consapevolmente, viene messo in atto nella vita quotidiana per affrontare e risolvere problemi. L’educazione ad agire consapevolmente tale strategia consente di apprendere ad affrontare le situazioni in modo analitico, scomponendole nei vari aspetti che le caratterizzano e pianificando per ognuno le soluzioni più idonee.

Tali strategie sono indispensabili nella programmazione dei computer, dei robot, ecc. che hanno bisogno di istruzioni precise e strutturate per svolgere i compiti richiesti. Tuttavia, nella didattica, si possono proficuamente mettere a punto attività legate al pensiero computazionale anche senza le macchine.

Ogni situazione che presupponga una procedura da costruire, un problema da risolvere attraverso una sequenza di operazioni, una rete di connessioni da stabilire (es. un ipertesto), si collocano in tale ambito, a patto che le procedure e gli algoritmi siano accompagnati da riflessione, ricostruzione metacognitiva, esplicitazione e giustificazione delle scelte operate.

Sostanzialmente, si tratta di un’educazione al pensiero logico e analitico diretto alla soluzione di problemi. Impiegandolo in contesti di gioco educativo (es. la robotica), dispiega al meglio le proprie potenzialità, perché l’alunno ne constata immediatamente le molteplici e concrete applicazioni. Ciò contribuisce alla costruzione delle competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche, ma anche allo spirito di iniziativa, nonché all’affinamento delle competenze linguistiche.

Nei contesti attuali, in cui la tecnologia dell’informazione è così pervasiva, la padronanza del coding e del pensiero computazionale possono aiutare le persone a governare le macchine e a comprenderne meglio il funzionamento, senza esserne invece dominati e asserviti in modo acritico.”